Dall’11 al 18 maggio le aziende possono inviare a Invitalia le richieste di rimborso delle spese sostenute per dotarsi dei dispositivi di protezione individuale. Attenzione: si tratta di una prenotazione. In un secondo momento Invitalia comunicherà i nomi delle imprese ammesse ai rimborsi.

Le aziende che hanno potuto rimanere aperte durante il lockdown e quelle che hanno ripreso il 4 maggio hanno dovuto dotare tutti i dipendenti dei necessari Dpi (dispositivi di protezione individuale), che molte volte non si limitano a mascherine e guanti ma comprendono tute, visiere, calzari.

Queste aziende ora hanno la possibilità di richiedere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di tali dispositivi.

Dall’11 al 18 maggio, infatti, possono essere inviate le richieste di prenotazione per usufruire dei benefici previsti dal bando Impresa Sicura, pubblicato da Invitalia e destinato proprio a rimborsare le spese per i Dpi aziendali.

Per finanziare i rimborsi l’Inail ha messo a disposizione di Invitalia 50 milioni di euro – in attuazione dell’articolo 43, comma 1, D.L. 18/2020 (Decreto Cura Italia) – “allo scopo di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi”.

Il rimborso si applica alle spese sostenute tra il 17 marzo e la data di invio della domanda.

Può arrivare fino al 100% della spesa, con un limite massimo di euro 500 per lavoratore e di euro 150.000 per impresa.

L’ammissione al rimborso e la sua entità saranno commisurate al limite delle risorse finanziarie disponibili.

Chi può chiedere il rimborso

Il bando è rivolto a tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, forma giuridica e settore economico, che, alla presentazione della domanda, abbiano i seguenti requisiti:

  • essere iscritte come “attive” al Registro delle Imprese;
  • avere sede in Italia (anche nel caso di filiale italiana di un’impresa estera);
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.  

Restano esclusi dal bando i liberi professionisti e i soggetti iscritti in Camera di Commercio unicamente al REA (enti pubblici non economici, associazioni, fondazioni…).

Quali dispositivi possono essere rimborsati

I Dpi ammessi al rimborso devono avere le caratteristiche tecniche previste dalla normativa e rientrare in queste categorie:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1,FFP2 E FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

Cosa fare per accedere ai rimborsi di Impresa Sicura

L’iter per l’accesso ai rimborsi è suddiviso in tre fasi.

  • Dopo il 18 maggio Invitalia pubblicherà l’elenco delle richieste in ordine cronologico, quello delle aziende la cui richiesta è stata ammessa e quello delle prenotazioni risultate non ammissibili. La pubblicazione dell’ordine cronologico di arrivo delle richieste suggerisce che tale ordine sarà determinante al fine dell’accettazione della prenotazione.
  • Dalle ore 10 del 26 maggio 2020 alle ore 17 dell’11 giugno 2020 le imprese ammesse dovranno presentare la domanda di rimborso presso lo sportello informatico che sarà attivato sul sito di Invitalia. La domanda dovrà essere corredata delle fatture relative all’acquisto di Dpi e delle attestazioni del pagamento.

I versamenti dei rimborsi avverranno entro la fine di giugno 2020.

Per facilitare le imprese, Invitalia mette a disposizione sul suo sito una Guida per la prenotazione e un facsimile del modulo che si dovrà compilare per la domanda, in caso di accettazione della prenotazione.

Come documentare le spese

Come detto, possono essere rimborsate solo le spese sostenute dopo il 17 marzo.

Le fatture attestanti le spese, e che andranno allegate alla domanda di rimborso, dovranno essere state saldate entro la data di invio della domanda stessa (ricordiamo, inviabile tra il 26 maggio e l’11 giugno). 

Il saldo dovrà essere avvenuto tramite conti correnti intestati all’impresa e con forme di pagamento tracciabili.

Le fatture non dovranno essere inferiori a euro 500 di imponibile (non potranno essere rimborsati gli importi relativi a tasse e imposte, Iva compresa).

Relativamente alle stesse fatture, l’imprenditore non dovrà aver già fruito di altre agevolazioni.

Sono ammesse anche le fatture di acconto solo se accompagnate dalla fattura di saldo.

Un’occasione da cogliere al volo

Le aziende interessate ad accedere ai rimborsi devono immediatamente attivarsi.

Se vuoi usufruire del bando Impresa Sicura e prenotare presso Invitalia la richiesta di rimborso, chiama subito il nostro studio.

Ti aiuteremo a verificare i tuoi requisiti e ti assisteremo nella preparazione della documentazione e nell’invio.

Purtroppo non tutti i richiedenti riceveranno il rimborso.

In ogni caso, in un periodo così incerto, non si possono sprecare occasioni per ottenere liquidità, visti anche i rapidi tempi di erogazione previsti dal bando.