Soprattutto per professionisti, PMI e startup, il commercialista può diventare una figura fondamentale sia per affrontare una crisi sia per gestire la crescita e scalare il proprio business.

Se pensi che il lavoro del commercialista si fermi agli adempimenti tecnici e specifici ti sbagli. Nella maggior parte dei casi, il nostro lavoro diventa quello del consulente, con un coinvolgimento più profondo, soprattutto nel rapporto professionale con le piccole e medie imprese di cui il nostro paese è ricco, ma non solo con loro.

Il commercialista è colui a cui chiedono aiuto aziende e professionisti quando i conti non tornano. Uno dei problemi più rilevanti è la mancanza di liquidità, spesso causata dall’insolvenza dei clienti; un problema che si può riflettere a cascata, in un circolo vizioso che mina tutto il sistema.

Aziende in crisi: dalla contabilità al controllo di gestione

I problemi di un’azienda che non funziona bene sono dovuti al fatto che chi opera al suo interno è troppo influenzato dalla situazione attuale, spesso con difficoltà e impossibilità di comprendere quali sono i punti deboli da rinforzare e le modalità di gestione da modificare. 

Una visione dall’esterno è più ampia, chiara e completa. Pertanto, un supporto esterno, da parte di un esperto che non è coinvolto emotivamente o economicamente nella crisi aziendale, può davvero fare la differenza. 

Per analizzare la situazione a 360 gradi, trovare tutte le lacune, le problematiche da risolvere e i settori da risanare, è importante quindi affidarsi a un professionista del settore esterno all’azienda, un esperto in diritto societario, contabilità, controllo di gestione, pianificazione finanziarie e anche operazioni straordinarie. In particolare:

  • Il controllo di gestione è un processo che mira alla verifica del mantenimento dell’economicità della gestione o, in caso di riduzione dei margini e degli utili, alla riduzione al minimo delle perdite, al fine di salvaguardare la struttura aziendale in attesa di tempi migliori. 
  • Le operazioni straordinarie, come la fusione di due imprese, possono avere diversi obiettivi, come quello di consolidare l’indebitamento e trasformarlo a medio e lungo termine in modo da poterlo affrontare con maggiore tranquillità. In questi casi, l’assistenza di un professionista nella redazione di progetti, programmi, budget e business plan, nel rapporto con le aziende di credito, può essere molto utile nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Uno studio di commercialisti può non occuparti di tutte queste attività, ma può essere molto utile soprattutto nella parte di controllo di gestione.

Non solo numeri

I commercialisti devono a volte trasformarsi anche in consulenti di marketing, soprattutto per gli imprenditori a capo di piccole e medie imprese che non hanno le risorse per assumere esperti di marketing esterni.

Possono fungere da consulenti legali specializzati, per esempio, in frode fiscale e contabilità forense. Devono anche avere familiarità con le normative e i trattati esteri quando i loro clienti esportano i loro prodotti all’estero o analizzano le possibilità di una fusione e acquisizione. 

Nel caso di professionisti del digital marketing, i commercialisti devono sapere come gestire i costi per la pubblicità online su piattaforme come Google, YouTube o Facebook e come trattare eventuali entrate che arrivano da soggetti giuridici stranieri, a cui fanno di solito capo molte aziende del mondo Internet. 

Un’altra specializzazione molto richiesta agli studi di commercialisti è quella nel settore delle startup, un ambito in cui sono continui i cambiamenti legislativi. Le competenze del commercialista di una startup possono fare la differenza tra una partenza promettente e un’idea imprenditoriale che invece muore sul nascere.

Non solo per le startup, può essere fondamentale avere un consulente preparato su bandi e finanziamenti, sia nazionali che europei. Un commercialista aggiornato su questi aspetti è in grado di offrire opportunità importanti ai propri clienti, oltre che seguire poi la raccolta e la predisposizione dei documenti per accedere ai bandi e la redazione del progetto stesso.

Tutti questi esempi, diversi tra loro, ti fanno capire come il ruolo del commercialista sia diventato davvero trasversale e indispensabile per le aziende.

Recupero crediti e rischio d’insolvenza

Anche nel settore del recupero crediti il commercialista ha un ruolo fondamentale e il suo lavoro è strettamente correlato alle performance dei suoi clienti. Un cliente con tanti crediti insoluti e senza liquidità è un cliente che rischia di diventare, suo malgrado, anche un cattivo debitore, con ripercussioni negative per lo stesso commercialista.

È certamente vero che, utilizzando determinati strumenti, i consulenti possono aiutare i propri clienti a evitare di pagare troppo e a riprendersi da eventuali perdite.

In fase preventiva, l’utilizzo d’informazioni commerciali relative a potenziali clienti/fornitori è sicuramente utile per evitare di dover affrontare successivamente fatture in sospeso mentre, quando sono già presenti, l’indagine patrimoniale può fornire gli elementi utili per determinare quali sono le posizioni su cui poter agire quelle che invece sono pronte per passare a perdita, rientrando così più direttamente nella gestione contabile dell’azienda.

Il commercialista e i nuovi business

Nuove attività online e nuove professioni ‘atipiche’, inquadramento fiscale di nuovi mondi come quello delle criptovalute, degli NFT e della blockchain: il commercialista oggi ha a che fare con una richiesta di competenze sempre più vaste da parte dei clienti, nella doppia veste sempre di gestore della contabilità e anche di consulente.

I cambiamenti tecnologici generano iniziative imprenditoriali sempre diverse e spesso le norme sono più lente della trasformazione del mercato. Per questo motivo la scelta del  professionista da cui farti assistere deve dipendere anche dalla sua specializzazione e dall’ attenzione, nel caso di new business, alle novità e alla corretta regolamentazione da applicare.